Martedì, 10 marzo
era mattina presto e alzandomi mi venne voglia di fare jiogghin. Chiamai una
mia cara amica di scuola, Paola che con voce assonnata mi rispose:
- Pronto
. - e io :
- Paola sono l'Ele, vuoi venire a correre con me adesso? -
- Paola :- OK! Dove ci troviamo? -
- Davanti a casa mia! Ciao! - le dissi e misi giù la cornetta del telefono.
Mi preparai e, uscendo di casa , presi il binocolo.
Mentre aspettavo Paola guardai attentamente il paesaggio, anzi lo osservai e
con il mio binocolo guardai oltre il paese.
C'era un'immensa distesa di verde e, terminata questa, c'era un altro paese
con delle case che sembravano tutte identiche fra loro ed erano circondate da
giardini e alberi, alle mie spalle c'era una collina non molto alta.
Su una collina, proprio di fronte a me, una casa diversa dalle altre mi incuriosì.
Era buia, misteriosa, e quindi, quando Paola arrivò, le proposi di andarla
a vedere. Lei accettò la mia proposta.
Dopo ore e ore di corsa arrivammo al paese lì vicino, e un signore, incuriosito
dalla direzione che io e Paola stavamo prendendo, ci osservò.
Scalammo la piccola collina e arrivammo proprio davanti a quella casa. All'improvviso
Paola mi disse:
- Questo posto mette paura, perché non ce ne andiamo? - e io:
- Ma come siamo arrivate fino qui per vedere la casa e ora non vuoi entrare!!-
Ad un tratto ci girammo di scatto davanti a noi c'era l'uomo del paese: era
un uomo di mezza età, era vestito con una camicia a quadri bianca e nera,
e portava dei pantaloni sporchi, rotti e molto usati.
Costui continuava a ripeterci:
- Ferme, non entrate!- allora io intervenni dicendo:
- E perché ? Perché non dovremmo entrare? Questa casa è
disabitata, diamo solo un'occhiata e poi ce ne andiamo.-
- Questa casa racchiude un mistero spaventoso, nessuno osa avvicinarsi!
Non sapendo chi fosse non lo ascoltammo perché eravamo intenzionate ad
entrare in quel luogo spettrale. Io e Paola varcammo la soglia.
In quel momento non conoscevamo la storia di quella casa, ma la intuimmo poco
dopo perché ci aspettava l'esperienza più sconvolgente della nostra
vita.
Ad un certo punto
tic,toc,tic,toc
un rumore improvviso ci impaurì,
ma continuammo ad avanzare, un ombra sospetta ci immobilizzò di nuovo:
qualcuno voleva spaventarci. Io e Paola però eravamo decise ad andare
fino in fondo.
Arrivate al primo piano trovammo un pentolone che conteneva le cose più
strane ed orribili: ragni, lucertole, rospi
all'improvviso Paola sobbalzò
urlando e tutta tremante indicò qualcosa davanti a sé. C'era un
uomo, o per meglio dire, uno scheletro appeso ad una corda. Uscimmo di corsa
e, mentre fuggivamo, sentimmo rumori, voci, suoni misteriosi e vedemmo ombre
spettrali.
Finalmente riuscimmo ad uscire, Paola ed io non raccontammo mai a nessuno quello
che avevamo visto.